Papà in sala parto. Si o no?

papa in sala parto

Care mamme e cari papà, la cicogna si avvicina? Si tratta davvero di un evento favoloso a cui vi  state avvicinando. Ma se avete deciso di condividere l’esperienza del parto, è bene che leggiate prima la scoperta effettuata da un’ultima ricerca sul papà in sala parto

Una nuova ricerca dimostra di fatti, che quanto avviene durante un parto è in grado di provocare un forte impatto sui papà, tanto che taluni padri rimangono così scioccati da soffrire di disturbo  post traumatico da stress.

Insomma, un parto, specie se difficile o traumatico col papà in sala parto può risultare una esperienza stressante e terribile per il padre, così come lo è per la madre. I padri porterebbero, quindi, il segno dopo aver visto le loro partner passare attraverso tali fatiche traumatiche, almeno questo è quanto riporta un nuovo studio condotto dalla Oxford University.

Per l’esattezza i ricercatori dell’Università di Oxford hanno intervistato uomini le cui partner erano state sottoposte a dei cesarei di emergenza. Essi riferivano di come fosse stato debilitante essere lasciati da soli nei corridoi dell’ospedale con poche notizie relative a quanto stesse accadendo, temendo per la vita della mamma e del bambino.

Insomma, l’esperienza traumatica non sarebbe legata al parto in sé e per sé, ma ai sentimenti di incertezza che i padri sarebbero costretti a vivere e ad affrontare da soli. Ed è proprio per questo motivo che gli esperti ora vogliono che gli ospedali  prestino maggiore attenzione agli effetti sul padre di tutto quanto accada durante tale esperienza significativa, una delle più belle che potrebbe mai sperimentare. Si tratta, in poche parole, di comprendere come la nascita di un bambino non sia solo un evento che riguarda la madre o la diade madre – bambino, ma ha a che fare con un evento relazionale che coinvolge la creazione e la nascita di un intero nucleo familiare, motivo per cui i sentimenti del padre non dovrebbero passare in secondo piano.

L’attenzione dovrebbe essere rivolta alla famiglia nel complesso, solo in questo modo si può iniziare e la società, può aiutare, a far iniziare nel modo più giusto il cammino che una famiglia ha i fronte a se. Occorrerebbe prestare maggiore attenzione alle dinamiche interne, alle difficoltà che spesso ciascun partner deve affrontare per conto suo, aumentando il rischio di conflitti, litigi, incomprensioni e compromettendo la comunicazione all’interno della coppia.

Perché in un Paese evoluto come il nostro non si tenta di fare in modo di migliorare l’assistenza alle famiglie? Perché, come spesso accade, oltre alle storie di malasanità, i papà e le mamme non vengono assistiti con sensibilità da parte degli operatori sanitari e da parte dei medici? Il personale sanitario dovrebbe comprendere ed essere adeguatamente formato al fine di farlo, lo stato emotivo in cui i pazienti e gli utenti versano quando impotenti si affidano alle loro cure. E non dovrebbero sentirsi trattati con noncuranza o con arroganza da parte del personale medico. Dignità e rispetto del prossimo e di chi ha bisogno, dovrebbero far parte delle competenze fondamentali di un professionista, senza le quali, non dovrebbe neppure poter accedere al proprio ruolo.