Tube di Falloppio

Le Tube di Falloppio prendono il nome dall’anatomista  Gabriele Falloppio che già nel 16° secolo aveva accuratamente descritto tali organi interni femminili. Le Tube di Falloppio, dette anche Salpingi, appartengono all’apparato riproduttivo delle donne, il quale è composto anche dall’utero, dalle ovaie, dalla cervice uterina e dalla vagina. Quando si parla di Tu be di Falloppio, si indicano due canali che collegano la cavità uterina con le ovaie e la loro lunghezza è di circa 13 centimetri.

E’ nelle Tube di Falloppio che si verifica la fecondazione, in esse infatti avviene il passaggio dell’ovulo che dall’ovaio va a raggiungere l’utero e proprio nelle tube si ha l’unione dell’ovulo stesso con lo spermatozoo.

Si possono anche verificare casi in cui la fecondazione non avviene proprio a causa di ostruzioni a livello delle Tube di Falloppio. Ad esempio, se l’ostruzione si trova nel passaggio tra l’utero e le tube lo spermatozoo non può raggiungere l’ovulo per fecondarlo.

Molti disturbi di fertilità derivano proprio da problemi legati alla pervietà tubarica. Le causa di ostruzione sono conseguenze di infezioni vaginali, soprattutto a livello delle trombe ed in tal caso si parla di salpingite. Tali infezioni sono dovute a malattie trasmissibili sessualmente, come ad esempio la Clamydia e la gonorrea. Per questo motivo è molto importante avere sempre cura dei rapporti sessuali che si hanno, soprattutto averli protetti nel caso di rapporti con persone diverse, mantenendo costantemente monitorato l’apparato genitale, tramite visite mediche ginecologiche a cadenza regolare. Altre cause delle infezioni delle Tube di Falloppio potrebbero essere ricondotte alle aderenze, ovvero all’incollamento delle pareti stesse delle tube oppure a problemi derivanti dall’endometriosi o a cause congenite che determinano forme delle tube più ritorte del normale. Quest’ultimo caso non necessariamente impedisce una gravidanza ma potrebbe renderla più complessa.

Per rendere di nuovo funzionanti le tube si possono eseguire due diversi interventi. Il primo è quello chirurgico, il quale prevede l’eliminazione della parte di tuba ostruita e il riattaccamento con le altre parti rimanenti. Questo tipo di intervento però non garantisce sempre la piena riuscita e può anche essere la causa di gravidanze extrauterine. Un altro metodo per risolvere il problema invece prevede l’attuazione dell’isterografia selettiva. Si tratta di porre una sonda all’interno della tuba ostruita dalla quale viene iniettato un prodotto che procura una pressione progressiva per disostruire gradatamente la tuba stessa.

La pervietà tubarica si può identificare tramite due sistemi:

–          Isteroscopia: un endoscopio permette l’esame della cavità uterina, passando per vie naturali. La isteroscopia diagnostica non richiede anestesia invece quella operativa richiede una anestesia generale e permette anche di  effettuare interventi chirurgici.

–          Ecografia: con metodica 3D e 4D permette una accurata valutazione delle pelvi, rilevare la presenza di eventuali aderenze pelviche, endometriosi, verificare lo spessore di setti uterini, diagnosticare polipi, fibromi, masse ovariche ed altre patologie uterine.

Ovviamente la visita ginecologica è sempre consigliata, al fine di individuare e risolvere qualsiasi fastidio o problema legato all’apparato genitale.